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A SANA vedremo il futuro del biologico

A SANA vedremo il futuro del biologico

I convegni che abbiamo organizzato a SANA, dal 7 al 10 settembre a Bologna, danno lo spunto per affrontare tematiche trasversali che interessano l’agroalimentare ed i vari metodi produttivi, fra cui il biologico, considerato ai vertici della sostenibilità.

Il biologico per il futuro del cibo

Riflettere sul futuro del biologico, dopo ormai trent’anni di esperienza e di attività, è fondamentale. Lo è per il settore ma anche per l’intero agroalimentare che in questi decenni è stato interessato e permeato da una domanda crescente di mercato verso obiettivi di sostenibilità e di rispetto dell’ambiente. Chiedersi quale contributo il bio può dare al cibo e come il bio possa cambiare alla luce di questa forte corrente di mercato e di opinione può contribuire a migliorare i sistemi di produzione agroalimentare nel loro complesso.

Gli sviluppi del bio

Il biologico è cambiato, anche se non sempre ne siamo stati consapevoli, e cambierà ancora. Confrontarsi sulle nuove tecniche di produzione e inserire il biologico nel concetto dell’economia circolare non “annacqua” il concetto di biologico ma lo rafforza ponendolo in cima alla piramide dei valori dell’agroalimentare, e non solo. Ragionare di biodiversità, di gestione del suolo, di agricoltura di precisione, di tecniche conservative, di fertilità, di cattura del carbonio, di genomica, di nuove materie prime per le filiere alimentari, di riuso di materie prime e prodotti in un’ottica di circolarità e di sostenibilità è fondamentale per vari aspetti:

  • rendere più efficienti i processi produttivi
  • aumentare la loro qualità oltre che quella dei prodotti
  • incrementare le rese
  • ridurre gli sprechi
  • abbassare i costi di produzione di un biologico in certi casi ancora inefficiente

Cosa può fare la certificazione

La certificazione in tutto ciò contribuisce ad avvalorare gli sforzi che gli operatori fanno al fine di offrire prodotti in quantità e qualità sufficienti. È un servizio non secondario a creare le condizioni per una competizione leale, a garantire che i fattori produttivi si combinano in modo efficiente. Non stiamo parlando della sola certificazione biologica ma anche di altre tipologie di certificazione che esulano dal biologico ed affrontano la biodiversità, l’EPD, la PEF, l’accumulo del carbonio nel suolo, le attestazioni LCA. Una serie di valutazioni e verifiche che incentivano il sistema produttivo e le sue filiere a lavorare meglio, ad innovare, a ridurre le inefficienze che si traducono in costi inutili e in prezzi più razionali.