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CCPB risponde

CCPB risponde

Spiace che ancora una volta si debba intervenire per riportare nel solco della correttezza e della verità quanto argomentato, in modo strumentale, nell’ultimo numero di FQ Millennium sul biologico a cura di questo e dei suoi interessati ispiratori e suggeritori.

La credibilità del biologico

Il biologico italiano è composto da operatori onesti, il cui prodotto è apprezzato in tutto il mondo con oltre il 40% di export, e da un sistema di controllo e certificazione che è considerato fra i primi a livello mondiale in termini di garanzia e credibilità. Gli ultimi dati ufficiali di ICQRF (MiPAAF) ad attestano nel 2017 come il livello di difettosità dei prodotti biologici sia al 5,6% contro il 17,2% dei prodotti tipici (DOP/IGP/STG) ed il 22,2% dei vini.

I controlli sui controllori

Nel bio sono controllati anche i controllori: solo nel 2017 CCPB ha ricevuto 75 giornate/uomo di ispezioni e verifiche in tutte le sue sedi italiane ed estere da parte di Ministero dell’Agricoltura e dall’ICQRF, dalle Regioni, da Accredia, e dai vari organismi internazionali presso cui è accreditato o riconosciuto, come il Ministero agricoltura degli Stati Uniti, del Giappone, IOAS, NATRUE. A ciò si aggiungono le verifiche, cosiddette in witness, svolte presso gli operatori, che prevedono anche la valutazione del lavoro di CCPB: nel 2017 sono state 116. Nessuna di queste ispezioni ha rilevato inadempienze o non conformità tali da minarne l’indipendenza di giudizio e l’integrità.

Riportiamo questi dati per ricordare l’elemento di garanzia, la certificazione, che invece costituisce l’intangibile valore a supporto dei prodotti e del loro processo di produzione.

Il decreto

Come abbiamo più volte detto negli interventi sulla stampa e sui nostri canali, il nuovo decreto sul biologico (D Lgs 20 del 23.02.2018), è un’occasione persa: non aggiunge alcuna garanzia per i consumatori, e frena la grande crescita del bio italiano che faticherà ad essere competitivo e a tenere il passo degli altri paesi europei. Il lavoro degli organismi di certificazione sarà inutilmente complicato e le aziende vedranno aumentare gli adempimenti burocratici in modo eccessivamente repressivo: paradossalmente saranno penalizzate le aziende più oneste, mentre i veri disonesti non si fermeranno certo per multe da qualche migliaio di euro.

Con altri organismi di certificazione italiani si è costituita Assocertbio, proprio con lo scopo di rappresentare meglio interessi e posizioni attraverso una specifica organizzazione.

Il conflitto ed equilibrio di interessi

Il rischio da conflitto di interessi è un tema gestito quotidianamente da qualsiasi organismo di certificazione, non solo nel settore del biologico, secondo rigide norme internazionali che sono alla base dell’accreditamento. Accredia, così come le autorità di Stati Uniti, Canada e Giappone, non hanno mai mosso alcun rilievo a CCPB su questo tema. In nessun organismo ci sono operatori che detengono quote di proprietà, ma questi possono essere indirettamente nella proprietà di consorzi, associazioni ed imprese che a loro volta detengono quote proprietarie dell’organismo.

Abbiamo spiegato, anche in altre occasioni, che nella certificazione avere una proprietà “diffusa” è garanzia che previene il conflitto di interessi in quanto crea equilibrio e nessuno prevale a scapito di altri. Questo avviene in Germania, Regno Unito e Svezia, senza che nessuno paventi pericoli di conflitto di interessi. In particolare quando la proprietà non ha scopo di lucro e non avviene alcuna distribuzione di utili o di dividendi; le imprese infatti chiedono all’organismo di lavorare al di sopra di ogni sospetto per dare maggiore valore ai prodotti ottenuti e non certo facili scorciatoie che nell’arco di breve tempo squalificherebbero il lavoro di tutti, in primis delle imprese.

Chi paga la certificazione

Analogamente pagare l’organismo di certificazione non implica piegarlo ai propri desideri; ciò avviene in tutti gli schemi di certificazione “regolamentati”, per caso qualcuno ha lamentato ciò quando si parla di certificazione degli ascensori o dei dispositivi medici? Assolutamente no, ma per il biologico che cresce annualmente a doppia cifra questo è indicato come il principale vulnus alla credibilità del sistema. In tutto il mondo moderno la certificazione è un servizio a favore dei sistemi produttivi i cui operatori pagano secondo criteri e principi non discriminatori esattamente allo scopo di prevenire il conflitto di interessi.

L’articolo si inscrive fra i molteplici tentativi maldestri con cui in questi ultimi anni si è cercato di infangare il settore e di intimidire, unitamente agli altri organismi di certificazione, anche CCPB, ben consapevoli che colpendo la certificazione si colpisce un settore così vitale nel panorama agroalimentare nazionale.

Trasparenza

È sempre stato nostro costume operare in modo trasparente, anche quando questo non è facile, riportando ciò che pensiamo nei nostri strumenti di comunicazione, aperti a tutti, ed interpretare il nostro operato nel rispetto sostanziale delle regole che sono a fondamento, nello specifico caso del settore biologico.

Restiamo a disposizione per qualsiasi informazione.