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Nuovo DM su produzione ed etichettatura bio

Nuovo DM su produzione ed etichettatura bio

Abbiamo recentemente appreso che nel corso della Seduta della Conferenza Stato-Regioni del 19 aprile 2018 è stata raggiunta l’intesa sullo schema di decreto ministeriale recante Disposizioni per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici.

Lo schema del Decreto

Con questo nuovo provvedimento si va nella pratica a rimettere un po’di ordine in mezzo a tutta la produzione di note, circolari, interpretazioni, etc, avvenuta successivamente alla prima norma nazionale di attuazione del Reg. CE 834/2007, cioè il DM n. 18354 del 27 novembre 2009. Con l’occasione, alcuni contenuti vengono ulteriormente armonizzati anche ad altra recente norma nazionale, di armonizzazione e razionalizzazione in materia di controlli della produzione biologica, segnatamente il DM n. 20 del 23 febbraio 2018 (qui PDF).

Analizzare nel dettaglio tutte le modifiche ed i cambiamenti apportati in poche righe è compito assai arduo, ci limitiamo pertanto ad alcuni brevi spunti, rimandando alla lettura del testo dello schema di decreto che potete reperire nella versione integrale sul nostro sito internet (qui PDF).

Una sintesi dei punti principali

All’art. 1.3 è previsto che “il Ministero adotta la norma nazionale relativa all’etichettatura ed al controllo dei prodotti provenienti da operazioni di ristorazione collettiva. Nelle more dell’adozione della disciplina nazionale, le eventuali norme private devono risultare conformi alle procedure ed ai parametri minimi individuati nell’Allegato 1 del presente Decreto.” Tale disposizione sembrerebbe consentire l’applicazione (e quindi la certificazione) di norme private, perché conformi all’Allegato 1, alle operazioni di ristorazione collettiva già dall’entrata in vigore del Decreto stesso, ma non è stabilito se e chi debba valutare la conformità delle Norme private.

All’art. 2 (punti 5,6,7) sono introdotte alcune specifiche in merito alle rotazioni colturali, in particolare è sancito il principio che le Regioni e le Province autonome possano adottare specifiche deroghe per ambiti territoriali soggetti a ordinari vincoli pedoclimatici, previo parere rilasciato del Ministero.

All’art.7.3 è ribadito un concetto caro alla Commissione, anche se dibattuto almeno dai tempi della sua prima introduzione nel vecchio Reg. CEE 2092/91, e cioè che: “…sui prodotti preconfezionati da agricoltura biologica deve essere riportato il nome o la ragione sociale dell'operatore che ha effettuato la produzione o la preparazione più recente, ivi inclusa l'etichettatura, nonché il codice identificativo attribuito dall'Organismo di controllo.”   Tale aspetto è stato recentemente oggetto di nuovi scambi epistolari tra il Ministero e la Commissione, che è rimasta sulle proprie posizioni.

All’art. 8.1, strettamente correlato al precedente, è comunque ribadito che le operazioni di distribuzione di prodotti a marchio sono attività sottoposte agli obblighi di notifica e di assoggettamento al sistema di controllo ex art. 28 del Reg. CE 834. Al successivo paragrafo 2 sono forniti ulteriori elementi di chiarimento in merito all’assoggettamento al sistema di controllo degli operatori conto terzisti nonché ad alcuni obblighi documentali.

Sempre all’art. 8.8, sono introdotti ex-novo alcuni obblighi per i produttori di risone biologico che, nello specifico, dovranno includere nelle varie denunce che devono essere fatte all’Ente Nazionale Risi, le superfici distinte tra convenzionale, in conversione e biologico. Allo stesso tempo, i detentori di risone biologico, quando dichiarano le quantità, dovranno sempre distinguere tra convenzionale, in conversione e biologico ed infine, i certificati emessi dall’Ente Nazionale Risi all’atto di ogni trasporto di risone dovranno contenere la medesima distinzione.

Con l’art. 10 sono confermate in via transitoria le “vecchie” procedure di gestione delle deroghe all’utilizzo di sementi convenzionali, tramite apposita richiesta da inviare al CREA (ex ENSE) di Milano.

Segue l’allegazione specifica (8 allegati in tutto), in particolare si segnalano il n. 1 relativo ai requisiti delle norme per la ristorazione collettiva; il n. 3 relativo alla linea guida per la presentazione del dossier per la richiesta di approvazione di un corroborante da iscriversi in allegato 2; il n. 8 ove sono elencati i tipi genetici a lento accrescimento per il pollame da carne.

Considerazioni digitali

Unica nota negativa, a parere di chi scrive, è relativa alle trasmissioni delle informazioni che gli OdC devono trasmettere al Ministero: con l’avvento imperante di tutte le banche dati informatiche, si poteva fare uno sforzo in più ed evitare l’inutile invio della relazione annuale (ex art. 9.3) e di tutti i dati relativi al numero di operatori entrati ed uscito dal sistema di controllo, superfici e rese per ciascun orientamento produttivo, numero di capi di bestiame per specie animale, etc etc, altrimenti non si capisce a cosa servano tali banche dati, ove sono gestite, appunto, tutti queste informazioni.