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Suolo e sostenibilità: Carbon Sequestration

Suolo e sostenibilità: Carbon Sequestration

Gli effetti sempre più forti dei cambiamenti climatici e le iniziative atte a contrastarli sono ormai temi noti e sempre di attualità nelle conferenze internazionali sul clima e lo sviluppo sostenibile.

L'importanza del suolo per il clima e la sostenibilità

Uno dei punti più importanti raggiunti in questi incontri è stato quello dare importanza primaria al suolo come attore chiave in relazione alla mitigazione e prevenzione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e alla sostenibilità. In quest’ottica infatti è stato formulata l’iniziata denominata 4x1000 che propone di combattere i cambiamenti climatici accrescendo il Carbonio organico dei suoli dello 0.4% annuo. Tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso la gestione sostenibile dei terreni agricoli con l’adozione di pratiche atte a salvaguardare biodiversità e funzioni ecologiche degli agroecosistemi.

Infatti l’attività agricola attraverso la fotosintesi può recuperare CO2 dall’atmosfera e fissarne una parte nel suolo. Ci sono diversi studi scientifici orientati in questo senso, che ci danno evidenza di come è possibile incrementare la sostanza organica nei suoli dell’1% annuo di quella ora contenuta, per almeno 50 anni, il che in un paese come l’Italia significa un accumulo di quasi 50 milioni di tonnellate pari al 10% circa delle emissioni di Gas serra.

Tecniche: agricoltura biologica e conservativa

La tecniche migliori sembrano essere quella dell’agricoltura conservativa e dell’agricoltura biologica. Agricoltura conservativa intesa come un insieme di pratiche che apportino il minimo disturbo meccanico al suolo, che mirino alla presenza di una copertura vegetale dei suoli costante e che applichino operazione come rotazione e/o consociazioni. L’agricoltura bio, favorisce molto in questo senso, in quanto ricorre alla fertilizzazione organica e riduce al massimo gli input di ogni tipo per una maggiore eco-compatibilità.   

Per rendere attuabili tali proposte e poterne misurare gli effetti sono state sviluppate diverse metodologie  di rendicontazione delle emissioni e di contabilizzazione degli stock di carbonio suolo, che hanno come obiettivo quello di misurare le emissioni derivanti da una attività determinata attività produttiva, ma soprattutto di monitorare e misurare attraverso dei software specifici l’entità del carbonio organico trattenuto nel suolo come risultato delle relative pratiche di gestione  dei terreni agricoli.

Certificazione

E’ importante definire l’essenzialità di una certificazione, che da una parte garantisca l’applicazione delle pratiche per l’incremento dello stock di carbonio nel suolo, e che dall’altra certifichi che, i modelli atti a calcolare l’accumulo in relazione alle pratiche adottate e quindi i risultati siano stati ottenuti utilizzando metodologie idonee e dati corretti e di buona qualità. Infatti l’adozione di pratiche agronomiche specifiche, il monitoraggio ed il calcolo degli stock, e la loro valorizzazione attraverso approcci certificativi possono rappresentare per il sistema agricolo la possibilità di ottenere, in particolare, diversi benefici, riduzione dei costi, miglioramento tecniche gestionali, riduzione degli effetti dovuti ai cambiamenti climatici.

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