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Il biologico del futuro

Il biologico del futuro

A giorni aprirà la nuova edizione di Biofach, sicuramente la fiera internazionale più importante dedicata al biologico in cui gli operatori e i vari stakeholders pubblici e privati avranno modo di incontrarsi e creare le condizioni per rafforzare un mercato mondiale in forte crescita per dare ancora radici più forti ad un settore che ha coinvolto qualsiasi segmento di mercato.

30 anni di CCPB

Sarà anche l’occasione per festeggiare il 30° anniversario di CCPB che iniziò la sua attività di certificazione nel 1988; per l’occasione cominceremo i festeggiamenti con un aperitivo aperto a tutti ed organizzato presso il nostro stand padiglione 4, stand 611, per il giovedì 15 febbraio alle ore 18.00.

Il mercato del biologico

Un mercato che in Italia (fonte Nomisma) ha raggiunto 5,3 miliardi di Euro, di cui 1,91 appannaggio dell’export, e che ha fatto balzare il nostro paese all’onore delle biocronache non solo come paese importante a livello produttivo ma anche sul fronte della domanda con crescite annue che negli ultimi 4 anni sono state a due cifre e il consumo del biologico sul totale dei consumi alimentari incide per il 3,4%. Nel 2017 il fatturato bio dell’Italia è cresciuto, rispetto al 2016, del 9%.

Nuovi regolamenti

A fronte di questi ottimi risultati macroeconomici, che testimoniano peraltro anche la fiducia che il mercato ripone nel biologico italiano, è necessario che tutti si sentano impegnati a rafforzare il ruolo del nostro paese nei prossimi appuntamenti internazionali in cui si forgeranno gli strumenti normativi che andranno ad incidere per almeno 10-15 anni direttamente sul settore. Lo scorso novembre è stato politicamente approvato un regolamento, la cui discussione si è dilungata per più di 4 anni, che sarà approvato in seduta plenaria dal Parlamento Europeo intorno al prossimo marzo/aprile; si tratta del regolamento che sostituirà l’attuale Reg CE 834/2007.

Già a partire da febbraio e fino a giugno del 2020 la Commissione UE ha impostato una road map che porterà le istituzioni comunitarie a definire i regolamenti collegati al regolamento principale e che costituiscono gli atti di implementazione e gli atti delegati nel rispetto dell’iter legislativo discendente dal Trattato di Lisbona. Si tratta di tre assi, ovvero delle regole di produzione, di quelle del sistema di controllo e certificazione e di quelle inerenti la commercializzazione. E’ previsto che tali regolamenti, citati in 50 articoli del regolamento di prossima uscita, siano pronti almeno 6 mesi prima l’entrata in applicazione del nuovo regolamento, prevista per il 01.01.2021.

E’ facile comprendere come questi regolamenti delegati, che entreranno nel dettaglio di come sarà il biologico del futuro, siano essenziali per stabilirne la direzione e di come ogni paese sia chiamato a sorvegliare ed influire su quale sia la direzione preferibile da imboccare. Per questo è strategico che l’analisi dei testi sia portata al livello delle singole imprese, che si instauri nel settore e in tutte le organizzazioni che le rappresentano un dibattito da cui escano le direttrici in grado di fornire le necessità e le posizioni dell’Italia in modo che poi le varie organizzazioni pubbliche e private abbiano la forza necessaria per negoziarle sul piano comunitario e internazionale. Esattamente quello che non è successo in questi ultimi 4 anni di discussione sul nuovo regolamento.

Per quanto attiene l’attività di certificazione è fondamentale che le regole siano trasparenti e che l’attività degli organismi di certificazione non sia confusa con i controlli ufficiali, già disciplinati dal Reg CE 625/2017. Il corretto funzionamento di un mercato comune quale il biologico impone regole comuni, e non nazionali, ad esempio in relazione alla certificazione di gruppo, alla definizione di un “catalogo” comune di non conformità e conseguenti sanzioni, ad una valutazione dell’approccio sul rischio in ambito comunitario ed anche alla definizione di una politica comune in materia di residui di sostanze non consentite dal metodo biologico.

Il futuro del biologico

Il biologico ha bisogno di futuro perché il biologico di solo qualche anno fa non esiste già più. Il biologico deve sconfiggere il conservatorismo che lo ha connotato, soprattutto in questi ultimi anni, ed aprirsi a nuovi orizzonti e a nuove sfide nel rispetto dei principi che lo ispirano. Avremo modo di rifletterci insieme nei prossimi mesi.

FABRIZIO PIVA - Amministratore Delegato CCPB