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Primo bilancio dopo 4 anni di Piani di Azione Nazionali

Primo bilancio dopo 4 anni di Piani di Azione Nazionali
Come prevede la Direttiva 2009/128/CE agli articoli 4 e 16, l’11 ottobre, la Commissione ha presentato al Parlamento ed al Consiglio europei la prima relazione complessiva sui piani d'azione nazionali (qui PDF), comunicati dagli Stati membri e sui progressi realizzati nell'attuazione della direttiva. agricoltura sostenibileRicordiamo che la direttiva identifica misure specifiche che gli Stati membri sono tenuti a includere nei rispettivi piani ai fini di una corretta attuazione. Le principali azioni riguardano la formazione di utilizzatori, consulenti e distributori, l'ispezione delle attrezzature per l'applicazione di pesticidi, il divieto di ricorrere all'irrorazione aerea, la limitazione dell'uso dei pesticidi in aree sensibili e l'informazione e la sensibilizzazione sui rischi derivanti dai pesticidi. Inoltre uno dei cardini della direttiva è la promozione della difesa integrata, i cui principi generali sono esposti nell'Allegato III della stessa. Le scadenze stabilite dalla direttiva per l'attuazione di tutte le misure di cui sopra erano scaglionate nell'arco del periodo da novembre 2011 a novembre 2016. Dal novembre 2016 gli Stati membri hanno l'obbligo di attuare tutte le misure pertinenti della direttiva. La relazione è stata predisposta tenendo conto delle informazioni relative a:
  • La valutazione dei piani d'azione nazionali effettuata dalla Commissione e conclusa nel 2015;
  • Due serie di audit sui pesticidi condotte tra il 2012-2014 (controlli sui prodotti fitosanitari) e il 2015-2016 (commercializzazione ed uso dei pesticidi);
  • Un’indagine e un questionario inviato nel 2016 a tutti gli Stati membri ai fini di un aggiornamento sui progressi nell'attuazione dei piani d'azione;
  • Missioni di accertamento dei fatti effettuate in sei Stati membri, inclusa l’Italia, nel 2017 con l'obiettivo specifico di accertare i progressi generali compiuti nell'attuazione della direttiva.
Innanzitutto i Piani d’azione nazionale sono stati presentati da tutti gli Stati membri, anche se alcuni dopo la scadenza fissata per il 26 novembre 2012 (incluso quello italiano), mentre gli unici Stati membri che hanno già presentato i Piani riesaminati sono Francia e Lituania (il riesame dei Piani deve essere effettuato con frequenza massima di 5 anni). Per quanto riguarda la trattazione delle modalità di attuazione delle singole misure (da articolo 5 al 15) nella maggior parte dei casi, non sono stati analizzati tutti gli aspetti di questi articoli. Sono trattati in modo esauriente alcuni argomenti, come ad esempio l'ispezione delle attrezzature per l'applicazione dei pesticidi e la formazione degli utilizzatori, ma in molti casi forniscono pochi dettagli in altri ambiti, quali ad esempio l'irrorazione aerea, le informazioni al pubblico e la raccolta di informazioni concernenti i casi di avvelenamento. Molti piani d'azione nazionali sono risultati essere incoerenti anche nella definizione di obiettivi quantitativi, obiettivi, misure e tempi per le diverse aree d'intervento. In alcune aree, ad esempio l'ispezione delle attrezzature per l'applicazione dei pesticidi, i piani sono eccellenti, e in quasi tutti i casi stabiliscono obiettivi specifici per raggiungere la piena conformità. Ma la maggior parte degli Stati membri non ha stabilito obiettivi e tempi per le misure intese a proteggere l'ambiente acquatico dai pesticidi. Inoltre, all'incirca nell'80% dei casi, i piani d'azione non specificano in che modo sarà misurata la realizzazione degli obiettivi, anche quantitativi. In assenza di obiettivi chiaramente misurabili è difficile valutare i progressi nell'attuazione e individuare le aree che necessitano di ulteriori interventi. Solo 21 Stati membri hanno riportato obiettivi di riduzione del rischio, e 9 hanno citato obiettivi di riduzione dell'uso. Solo cinque Stati membri hanno definito obiettivi misurabili, di cui quattro intesi alla riduzione del rischio e uno alla riduzione dell'uso. L'obiettivo principale del piano d'azione nazionale francese è ridurre del 50% l'uso di pesticidi entro il 2025, con un traguardo iniziale del 25% nel 2020, riducendo così i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull'ambiente. Validi esempi di obiettivi di riduzione del rischio si possono trovare nei PAN di altri Paesi che hanno elaborato gli indicatori di riduzione del rischio sulla base della classificazione dei pericoli dei pesticidi, assegnando un peso maggiore ai pesticidi con un rischio più elevato. Altra area di miglioramento riguarda la promozione della difesa integrata, che rappresenta uno dei cardini di questa direttiva in quanto la sua attuazione è lo strumento inteso a ridurre la dipendenza dall'uso dei pesticidi in un'agricoltura sostenibile. In particolare i piani non specificano le modalità per misurare l'applicazione di principi di difesa integrata da parte degli agricoltori, né stabiliscono obiettivi o indicano in che modo sarà garantita l'attuazione. Per quanto riguarda la formazione per utilizzatori professionali, distributori e consulenti in materia di pesticidi, complessivamente il livello di conformità è elevato, ma non esistono dati precisi sul numero totale di operatori professionali in questo campo e pertanto non è certo che tutti ricevano una formazione. Il nostro Paese risulta essere da una parte uno dei 3 stati che aveva già un sistema di formazione degli agricoltori prima dell’entrata in vigore della direttiva, ma risulta essere anche uno dei 6 Paesi in ritardo nell’attuazione del sistema di formazione degli operatori. Risulta inoltre che gli Stati membri dispongono di sistemi per raccogliere informazioni sui casi di avvelenamento acuto da pesticidi, ma l'accuratezza dei dati e il loro utilizzo sono stati messi in discussione. Inoltre i sistemi per la raccolta di informazioni sull'avvelenamento cronico non sono molto diffusi. Per quanto riguarda i sistemi di ispezione delle irroratrici, dal questionario del 2016 emerge che ventisei Stati membri avevano istituito sistemi di ispezione, e alla scadenza del 26 novembre 2016 erano state sottoposte a ispezione 900.000 irroratrici. Solo Malta e Cipro non avevano ancora avviato le ispezioni. Sulla base delle stime degli Stati membri circa il 50% delle irroratrici nell'UE non era stato controllato entro la scadenza (Italia 70% circa). Relativamente alla riduzione dell’uso dei pesticidi in aree specifiche la Commissione ha preso atto delle misure di ampia portata messe in atto dagli Stati membri ma ha rilevato anche l'assenza di obiettivi misurabili nella maggioranza degli Stati membri. Anche per quanto riguarda i sistemi per controllare la manipolazione e lo stoccaggio dei pesticidi, risultano essere attivati in quasi tutti gli Stati membri, ma non è sempre possibile valutarne l'efficacia a causa della mancanza di obiettivi misurabili. La relazione individua la presenza di lacune significative in molti ambiti dei piani d'azione, ad esempio per quanto riguarda l'irrorazione aerea, le informazioni al pubblico, la raccolta di informazioni concernenti i casi di avvelenamento e le misure per la tutela dell'ambiente acquatico. Per quanto riguarda la difesa integrata è ritenuto preoccupante il fatto che gli Stati membri non abbiano ancora definito obiettivi chiari, assicurandone la realizzazione, anche in merito alla maggiore diffusione di tecniche di gestione dei terreni come la rotazione colturale. In generale la Commissione chiede che gli Stati membri migliorino la qualità dei rispettivi piani d'azione, in primo luogo con la definizione di obiettivi e indicatori specifici e misurabili ai fini di una strategia a lungo termine per la riduzione dei rischi e degli effetti dell'utilizzo di pesticidi.[:]