Gli onnipresenti derivati animali: l’importanza della certificazione vegana

VINCENZO ARRA - Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto CCPB

La certificazione vegana aiuta il consumatore a fare la spesa, che altrimenti sarebbe un’impresa quotidiana. Non sempre basta leggere l’etichetta per scoprire se un prodotto è adatto alla dieta e filosofia vegana; anzi, molto spesso cibi che all’apparenza sembrano vegetali, possono nascondere la presenza o l’utilizzo di derivati di origine animale.

certificazione vegana

I derivati animali

Molto spesso additivi, coadiuvanti, coloranti, vitamine aggiunte, processi tecnologici utilizzati, dei quali non si ha traccia in etichetta o al massimo troviamo un codice poco comprensibile, hanno un’origine animale più o meno celata. Un esempio tra tutti è quello dei panificati. Oggi è già difficile trovare pane senza strutto, aggiunta di carne, latte, burri e quant’altro, ma anche quando si riesce a trovarne, è sempre possibile che l’additivo L-cisteina, diffusamente utilizzato nel processo di panificazione, abbia origine dalla cheratina animale. Altri pericoli sono la margarina, che non sempre è costituita esclusivamente da grassi vegetali, gli integratori alimentari o cibi e bevande che integrano vitamine, omega-3, che hanno origine da olio di pesce o lanolina, lo yogurt che per avere la giusta consistenza viene aggiunto di gelatina animale, le arachidi salate da aperitivo con grassi di origine animale.

Non è possibile, quindi, prestare solo attenzione alle etichette dei prodotti che classicamente si considerano a rischio, come le bibite, sia alcoliche che non, zucchero, dolci e panificati. Spesso la certificazione dei prodotti vegani è necessaria.

Certificazione vegana

La certificazione vegana proposta da CCPB secondo il Documento Tecnico di Prodotto15, che utilizza accurate verifiche documentali, audit in sito profondi ed analisi dei prodotti per la determinazione di DNA e proteine di origine animale.

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