Il Mipaaf conferma il divieto del logo bio per alcuni prodotti di uso enologico

GIORGIO PALLERI - Responsabile di Schema Bio

Confermato il divieto da parte del Mipaaf sull’apposizione in etichetta del logo BIO ai prodotti di uso enologico contrassegnati da asterisco di cui all’allegato VIII bis del Reg. CE n. 889/2008, “ottenuti da materie prime biologiche”.

Con comunicazione prot. n. 119171/2 del 11/09/2017 la “UIV” Unione Italiana Vini ha chiesto al Mipaaf di riesaminare la nota n. 29104 del 23/07/2013 (qui PDF) allo scopo di armonizzare l’etichettatura dei prodotti di uso enologico contrassegnati da asterisco di cui all’allegato VIII bis del Reg. CE n. 889/2008 (qui PDF).

Tale richiesta è scaturita dal fatto che la nota ministeriale n. 29104 del 23/07/2013 sembra essere stata attuata in maniera disuniforme dai vari organismi di controllo, per cui al momento ci sono sul mercato prodotti analoghi (gelatina, gomma arabica, ecc.) con o senza logo BIO in etichetta. Questo ha determinato una distinta propensione da parte delle aziende vitivinicole, ad acquistare i prodotti riportanti in etichetta il logo rispetto a quelli etichettati senza logo, originando una situazione di confusione e di concorrenza sleale in ambito nazionale.

La nota Mipaaf n. 29104 del 23/07/2013 chiariva che i prodotti di uso enologico (lieviti, gelatina alimentare, proteine vegetali ottenute da frumento o piselli, colla di pesce, ovoalbumina, tannini e gomma di acacia/gomma arabica) di cui all’allegato VIII bis del Reg. CE n. 889/2008 e contrassegnati con un asterisco devono essere “ottenuti da materie prime biologiche” ad eccezione dei lieviti che devono essere certificati “biologici” e che nell’etichetta dei prodotti “ottenuti da materie prime biologiche” NON può essere riportato il logo biologico UE ma solo i riferimenti dell’organismo di controllo a cui l’operatore è assoggettato.

In data 16/10/2017 il Mipaaf con nota prot. n. 74998 (qui PDF), nel confermare quanto enunciato nella nota n. 29104 del 23/07/2013, autorizza la certificazione ed etichettatura come “biologici” dei prodotti dell’allegato VIII bis del Reg. CE n. 889/2008, se conformi alla legislazione UE e nazionale vigente per i prodotti trasformati biologici. L’etichettatura dei prodotti certificati come “biologici” dovrà essere conforme a quanto previsto dagli articoli 23, 24 e 25 del Reg. (CE) 889/2007 ed alla normativa nazionale specifica per l’etichettatura dei prodotti Bio.

Le aziende vitivinicole, come previsto dall’art. 29 quater, par. 3 del Reg. (CE) 889/2008 dovranno preferire, se disponibili sul mercato, i suddetti prodotti certificati come “ottenuti da materie prime biologiche” o “biologici”.

La verifica circa la disponibilità dei suddetti prodotti da parte degli operatori dovrà essere fatta secondo la procedura prevista dal DM vino biologico n. 15992 del 12 luglio 2012 che prevede l’invio di una richiesta (a mezzo fax, posta elettronica, posta elettronica certificata) per la fornitura dei prodotti contrassegnati con l’asterisco ad almeno tre operatori biologici e solo in caso di esito negativo il produttore risulterebbe autorizzato ad utilizzare, per quella campagna vitivinicola, le corrispondenti sostanze di origine non biologica. L’operatore deve conservare le richieste effettuate e le relative risposte, rendendole disponibili all’Autorità competente e agli organismi di controllo.

Con la nota del 16/10/2017, al fine di evitare situazioni di concorrenza sleale, il ministero ha invitato la “UIV”, le altre Autorità competenti, gli organismi di controllo ed Accredia a segnalare con evidenze oggettive, l’eventuale presenza sul mercato di prodotti ad uso enologico, contrassegnati con asterisco di cui all’allegato VIII bis del Reg. CE n. 889/2008, etichettati e certificati in modo irregolare.

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