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Etica e ambiente sono parte dei cosmetici biologici e naturali

Etica e ambiente sono parte dei cosmetici biologici e naturali
Lo scorso SANA CCPB ha rinnovato l’abituale appuntamento sulla cosmesi biologica e naturale, organizzando un convegno sul rapporto con etica e ambiente. sana 2017 convegno cosmesiMarinella Trovato, presidente di SISTE (Società italiana di scienze applicate alle piante officinali e ai prodotti per la salute, ha appena compiuto 15 anni Auguri!), ha aperto la conversazione chiarendo: “L’attenzione per l’ambiente, la scelta vegana, la sensibilità verso culture e religioni differenti, così come il rispetto degli animali, sono tutte esigenze che i consumatori manifestano da tempo e rientrano in un concetto sempre più allargato di cosmesi etica e sostenibile”. “Esiste già una forte consapevolezza ambientale delle aziende” ha aggiunto Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB “spesso anche quando il mercato non chiede espressamente la sostenibilità, sono le aziende a proporla attraverso una certificazione e i consumatori più maturi ne apprezzano subito il valore”. Due storie di aziende lungimiranti arrivano da Rolland Eley e Saponificio Gianasso / I Provenzali. Laura Tomasoni, responsabile sistema di gestione integrato qualità, sicurezza e ambiente, ha raccontato come Rolland Eley, che produce cosmetici per capelli, viso e corpo, ha una propria azienda agricola per la fornitura di materie prime. In questo modo “c’è un controllo completo della filiera, che da vantaggi enormi in termini ambientali, un esempio su tutti è l’uso di oli essenziali al posto dei profumi, che altrimenti sarebbero sintetici”. Roberta Testa, responsabile marketing, ha parlato dei retroscena della recente acquisizione da parte del Gruppo Mirato: “Una grande azienda che investe su I Provenzali perché crede nella grande crescita della cosmesi bio e naturale. Ora abbiamo le spalle coperte per concentrarci sulla ricerca e sviluppo delle componenti vegetali dei nostri prodotti”. L’etica religiosa viene spiegata da Sandro Censi, avvocato di Halal Global: “Preservare la natura regalataci da Dio è la preoccupazione di tante persone, attente alle certificazioni religiose in qualsiasi campo, anche non agroalimentare”. Gabriella Ferraris, avvocato del Foro di Milano, ha affrontato l’inquadramento legale della commercializzazione e pubblicità di questi prodotti: “Cosa accade a quelle aziende che non mantengono le promesse comunicate ai consumatori circa le caratteristiche ambientali ed etiche dei propri prodotti? L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato monitora i messaggi, ne verifica la veridicità e può stabilire delle sanzioni”.[:]