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Bio-cosmesi: crescono gli acquisti all’interno delle farmacie

Bio-cosmesi: crescono gli acquisti all’interno delle farmacie
Innovazione, sostenibilità, corretta comunicazione e certificazione. Ecco i fattori alla base del successo della cosmesi biologica secondo CCPB. L’Ente di certificazione ha partecipato a Cosmofarma 2017 con il convegno Comunicazione, tecnologia e innovazione nella cosmesi bio e naturale”. cosmofarma 2017 Aumentano le vendite in farmacia di cosmetici biologici e naturali, considerati dai consumatori sani, sicuri e rispettosi dell’ambiente. Si tratta di un mercato in costante crescita in cui a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo del settore sono: l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e una corretta comunicazione. È quanto emerso dal convegno “Comunicazione, tecnologia e innovazione nella cosmesi bio e naturale” organizzato da CCPB, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici, e SISTE, Società Italiana di scienze applicate alle piante officinali e ai prodotti per la salute. E tenutosi a Bologna Fiere dal 5 al 7 maggio in occasione del Cosmofarma Exhibition 2017, appuntamento internazionale nell’ambito dei prodotti e servizi legati al mondo della farmacia. Comunicazione, tecnologia e innovazione nella cosmesi bio e naturale I temi affrontati durante il convegno Comunicazione, tecnologia e innovazione nella cosmesi bio e naturale” hanno preso in esame diversi aspetti spaziando dalla necessità di puntare su ricerca e sperimentazione di nuovi ingredienti, così da rendere il comparto della bio-cosmesi più competitivo rispetto a quello tradizionale, fino ad arrivare all’importanza di una corretta comunicazione. “Il verde e il green – ha spiegato Marinella Trovato, presidente di SISTE – dominano ogni tipo di marketing sui cosmetici e la detergenza. Lo fanno anche grandi aziende convenzionali che fino a pochi anni fa non avevano alcun interesse nel biologico”. L’attenzione delle aziende si è spostata sul consumatore e in particolare sulla necessità di fornirgli un’informazione chiara e precisa. Così da permettergli di distinguere i veri cosmetici bio e naturali da quelli ingannevoli. Un elemento su cui si è soffermato Leonardo Pelo, esperto in comunicazione e marketing dell’agenzia Timmagine: “Se la comunicazione verde gioca sporco può andare in crisi. Chi rispetta davvero l’ambiente dovrebbe puntare i propri messaggi sui risultati anche economici, non solo ambientali o di salute”. La certificazione Qui entra in gioco la certificazione pensata proprio per dare regole chiare al mercato e ai consumatori. “Nella cosmesi – ha precisato Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB – non esiste una regolamentazione pubblica come quella disciplinata a livello comunitario per il settore dell’agroalimentare. Siamo in attesa di averne una. Nel frattempo però i rischi di una competizione sleale o poco chiara sono molto alti. Per prevenire questi problemi, CCPB ha scelto di certificare secondo NATRUE, standard internazionale gestito da un’associazione no-profit indipendente”. Produrre cosmetici bio L’innovazione è l’altro elemento su cui le imprese produttrici di cosmesi biologica devono puntare per avere successo. La sperimentazione di nuove materie prime di origine naturale e l’ammodernamento tecnologico dei processi produttivi rappresentano un volano per la crescita economica del comparto. “Negli ultimi dieci anni si sono fatti passi da gigante sull’utilizzo delle materie prime e nel miglioramento dei processi produttivi – ha detto Ilaria Mignani, ricercatrice presso Gala Cosmetici –. I cosmetici hanno quindi ottenuto grandi risultati sia in termini di gradevolezza sia di diminuzione dei costi aziendali”. Puntare sull’innovazione produce risultati come dimostra il lavoro portato avanti da Laura Ivaldi e Anna Barbara Duce di Evra Italia, un’azienda lucana che realizza e confeziona integratori alimentari. “Abbiamo iniziato con il bio pochi anni fa puntando sul recupero ambientale e la valorizzazione locale – hanno raccontato durante il convegno – e oggi siamo arrivati a ottenere dei buoni risultati che ci hanno permesso di realizzare una filiera del biologico”.