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I cosmetici biologici e naturali a Cosmofarma 2016 con CCPB

I cosmetici biologici e naturali a Cosmofarma 2016 con CCPB
I consumatori vogliono cosmetici a base di componenti di origine vegetale, meglio se provenienti da coltivazioni BIO, perché li ritengono più rispettosi dell’ambiente, sostenibili e maggiormente tollerabili per la pelle. Se ne è parlato venerdì 15 aprile a Cosmofarma Exhibition di Bologna, nel convegno “La sostenibilità e la dermocompatibilità del cosmetico biologico”, organizzato da CCPB e SISTE. cosmofarma 2016

La certificazione dei cosmetici biologici e naturali

Il cosmetico naturale e biologico deve essere innanzitutto sicuro per il consumatore, e la farmacia è il canale che riesce a offrire ai consumatori questa richiesta di affidabilità. Come ricorda Marinella Trovato, presidente di SISTE “in assenza di una norma pubblica che definisca i cosmetici bio e naturali, i consumatori non sono pienamente tutelati e hanno pochi strumenti critici per distinguere un prodotto Bio da un altro che tale realmente non lo è”. “In questo contesto, una certificazione come NATRUE fa chiarezza al mercato” aggiunge Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB: “NATRUE fissa delle regole, ad esempio il 95% delle materie prime dei cosmetici bio devono arrivare da agricoltura biologica, che sono riconosciute e apprezzate a livello internazionale e si stanno facendo conoscere anche in Italia”.

I produttori della cosmesi bio e naturale

Per Massimo Bruno, direttore Director & Product Development - Purobio Cosmetics: “esistono due tipi di consumatori del biologico: quelli che si fanno prendere della curiosità, dalla moda, vogliono provare questi prodotti perché hanno questa sensibilità, poi ci sono quelli che vanno oltre, sono iperinformati e vogliono conoscere a fondo prodotti, materie prime, sono esigenti, ma danno grandi soddisfazioni”. Secondo Laura Tomasoni, responsabile sistema di gestione integrato di Rolland Eley, “il mercato offre molte sfide e possibilità per il biologico, la nostra azienda è specializzata nel canale professionistico, da qualche anno, piano piano, abbiamo intrapreso un percorso verso la sostenibilità di ogni aspetto della produzione: dalle materie prime, abbiamo anche 3 ettari coltivati bio, fino al packaging”.

Sostenibilità e dermocompatibilità del cosmetico bio

Come si arriva alla sostenibilità? Teo Georgiadis, CNR Ibimet, spiega in contesto generale: “qualsiasi tipo di produzione consuma energia e genera rifiuti, questo ha un impatto ambientale che per essere attenuato deve trovare modi per consumare meno energia o riuscire a trasformare i rifiuti in nutrimenti. Questa è sostenibilità, questo comincia a succedere nella filiera della cosmesi bio e naturale”. “La dermatologia è molto cambiata in questi anni” sottolinea Leonardo Celleno, Centro di ricerche cosmetologiche dell'Università Cattolica di Roma e Presidente Aideco: “oggi c’è un grande interesse. Un esempio è l’olio d’Argan, 10-15 anni fa era sconosciuto, oggi è una materia prima fondamentale, apprezzata ovunque”.

Comunicazione e tutela del consumatore

Come comportarsi davanti a casi di bio furbi? È l’interrogativo a cui risponde Gabriella Ferraris, avvocato del Foro di Milano: “se la cosmesi fosse regolata da una norma pubblica, come il settore agroalimentare dal regolamento comunitario, non ci sarebbero problemi. Oggi però esistono strumenti che permettono di segnalare pubblicità e comunicazioni ingannevoli allo IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria)”.