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Rassegna stampa tra tessile e cosmesi

Rassegna stampa tra tessile e cosmesi
Se il biologico agroalimentare ha un buon riscontro anche nell'attenzione dei media, altri settori delle produzioni sostenibili, come il tessile e la cosmesi biologica e naturale, ancora faticano a trovare spazio. Per fortuna una smentita arriva però da due recenti articoli. Cominciamo con il Sole24Ore che domenica 5 ottobre ha dedicato una pagina alle certificazioni del settore tessile. Come vedete qui sotto c'è anche una dichiarazione di Giuseppe Garcea, Scheme Manager GOTS:
puntare sulla certificazione può avere molto senso perché non solo i consumatori sono sempre più sensibili all'impatto delle lavorazioni sull'ambiente e la salute, ma la certificazione è anche un pre requisito per entrare nei circuiti della grande distribuzione
sole24ore garceaPassando invece alla cosmesi, il numero di settembre di Kosmetica, propone un confronto ragionato tra i vari standard:
La mancanza di un riferimento legislativo specifico, o di uno standard internazionale, ha generato un quadro poco chiaro soprattutto per il consumatore. Gli enti certificatori infatti, per consentire alle aziende di fornire garanzie circa la naturalità dei propri prodotti, hanno creato specifiche certificazioni, dei disciplinari volontari che le aziende possono decidere se adottare o meno, che nel corso degli anni si sono moltiplicate in conseguenza dell’aumento del numero degli enti certificatori. Ecco perché i diversi prodotti sul mercato aggettivati come biologici o naturali non hanno tutti le stesse caratteristiche. La mancanza di uniformità senza dubbio penalizza il consumatore che spesso, non riuscendo a discriminare la varie certificazioni, non può compiere una scelta consapevole.