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Export in Corea: la situazione attuale

Export in Corea: la situazione attuale

Fino al 31 dicembre 2013, nonostante ben 2 proroghe consecutive, le modalità di export di prodotti biologici verso la Corea del sud sono state abbastanza semplici: le autorità locali richiedevano che l’organismo di certificazione fosse in possesso di alcuni requisiti minimi, quali ad esempio essere già autorizzato da una autorità pubblica nel paese di provenienza del prodotto. Grazie a questi semplici requisiti degli OdC, gli operatori europei che esportano verso la Corea non hanno mai incontrato problematiche particolari.

banner scaffale coreaDal 1 gennaio 2014 è però entrato in vigore il nuovo regolamento coreano, “Act on the Management and Support for the Promotion of Eco-friendly Agriculture/Fisheries and Organic Foods, (Act on Eco-friendly Products)”. Un regolamento, più stringente del precedente, ma non troppo lontano da quelli che sono i dettami imposti dal regolamento europeo: prevede che tutti i prodotti commercializzati come biologici sul mercato coreano devono essere certificati da uno dei 13 organismi di certificazione coreani accreditati, in conformità allo standard coreano sia per la produzione che per la trasformazione.

Nel novembre 2013 il MAFRA (Ministero coreano per l’agricoltura) ha autorizzato temporaneamente l’ingresso in Corea di determinati prodotti biologici certificati ai sensi di altre normative, previa conferma della conformità da parte dell’organismo di certificazione dell’importatore. Sembra tuttavia che tali prodotti, indicati nel documento allegato al MAFRA-notification-No.-2013-291 (Notification of Types of Foreign Organic Processed Foods Useable upon Confirmation of Conformance to Standards) possano essere importati solo se utilizzati poi come ingredienti di prodotti successivamente trasformati in Corea. 

Tuttavia lo scorso 31 dicembre 2013 il MAFRA ha introdotto un cosiddetto periodo di “transizione” di 6 mesi per l'attuazione della nuova norma coreana. Durante questo periodo di prova l'esportazione di prodotti certificati in base alla normativa nazionale biologica riconosciuta del paese di origine è concessa, con le sanzioni previste che verranno applicate solo a partire dal 1 luglio 2014. I dettagli si possono trovare nel comunicato stampa.

In attesa che si giunga a un insperato accordo di equivalenza, l’unica strada sicura percorribile è dunque quella di certificare tutta la filiera, le aziende agricole produttrici della materia prima, quindi tutti i soggetti coinvolti, fino ad arrivare all’esportatore di prodotto biologico. Per permettere alle aziende di ottenere la certificazione ai sensi del nuovo regolamento coreano, CCPB srl ha stretto un accordo con Konkuk Ecocert Certification Service, organismo di certificazione riconosciuto dal governo Coreano. Grazie a tale accordo, alcuni nostri ispettori che hanno seguito specifica formazione approvata dal governo coreano e da questi hanno ottenuto il riconoscimento, svolgeranno le ispezioni per conto di Konkuk Ecocert, che emetterà il certificato. La documentazione necessaria nonché ulteriori dettagli su come richiedere la certificazione, sono disponibili nella pagina del nostro sito dedicata al Biologico Corea del sud. Data la continua evoluzione dell’argomento, invitiamo chiunque fosse interessato a verificare sul nostro sito e sulle prossime newsletter eventuali novità in merito.

ROBERTO MARESCA - Ufficio Attività di Controllo e Certificazione – Settore Biologico CCPB