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I risultati del sondaggio UE sul bio: più controlli, più garanzie

I risultati del sondaggio UE sul bio: più controlli, più garanzie

Lo scorso 19 settembre la Commissione UE ha pubblicato i risultati del sondaggio condotto fra il 15 gennaio ed il 10 aprile di quest’anno (a suo tempo anche noi demmo le nostre risposte). Una consultazione aperta che ha visto la partecipazione di quasi 45.000 persone di cui solamente il 4% “stakeholder”, mentre la maggior parte sono cittadini-consumatori.

L’analisi delle risposte è interessante e ha risvolti positivi per il mantenimento di un sistema di controllo e certificazione che, pur fra molte falle, ha dimostrato anche attraverso queste risposte di rispondere all’esigenza di avere maggiori garanzie per i prodotti biologici.

In materia di controllo e certificazione, il 58% dei rispondenti vuole maggiori controlli, anche se i prezzi dovessero aumentare, e oltre il 70% desidera maggiori controlli sulle importazioni extra UE oltre che a tutti i livelli della filiera. Sempre in questo ambito il 57% è contrario ad una riduzione dei controlli ed il 36% è a favore di un controllo basato sull’approccio del rischio, ovvero maggiori controlli nelle situazioni più a rischio.

Si tratta di risultati incoraggianti, soprattutto se riflettiamo sul fatto che il 79% di coloro che hanno risposto hanno fiducia nel biologico nonostante il 50% non sia a conoscenza che nell’UE le strutture produttive degli operatori sono sottoposte almeno ad un controllo annuo completo da parte di un organismo di certificazione terzo e indipendente. Su questo aspetto occorre profondere ancora molto impegno: il meccanismo di etichettatura europea, e da qualche anno anche in Italia, non ha favorito una comunicazione trasparente sulla certificazione dei prodotti e chi ne ha la responsabilità. L’aver ridotto le informazioni sull’organismo di certificazione a un codice, nella maggior parte dei casi incomprensibile, non ha reso evidente direttamente sui prodotti l’anello “garante” della certificazione. Questo è confermato anche dal fatto che il 79% conosce invece il logo UE dedicato al biologico, testimonianza che il consumatore è attento ai segni distintivi che caratterizzano una determinata “linea” di prodotti, fra cui per il 66% anche i loghi nazionali.

L’attività di controllo e certificazione viene quindi valutata come elemento di garanzia del sistema e da ciò ne discende come alla stessa i cittadini europei affidino una grande responsabilità; un ruolo che dobbiamo sentire in tutta la sua gravità e interezza cercando di adempierlo in tutti i suoi aspetti e risvolti.

Analogamente il sondaggio ha messo in evidenza come i cittadini europei chiedano per il 94% maggiori informazioni sul biologico e il 59% ancora, purtroppo, non conosca il sito web dell’UE dedicato al settore bio.

Altro tema importante per lo sviluppo del settore è la ricerca e la sperimentazione. Per l’81% dei cittadini occorre dedicare al biologico più ricerca, il miglioramento delle condizioni di produzione e degli aspetti qualitativi ed economici passano attraverso un maggior impegno in termini di sviluppo tecnologico. Elemento su cui fin dalla nostra nascita, 25 anni fa, abbiamo sempre insistito; oggi più che mai in un periodo storico in cui gli elementi della sostenibilità sono alla base della possibilità di soddisfare le esigenze crescenti di un mercato mondiale alle prese con un incremento sostenuto della domanda di beni alimentari.

FABRIZIO PIVA – Amministratore Delegato CCPB