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IV gamma bio

IV gamma bio

Il concetto di Qualità implica che caratteristiche ed elementi di un prodotto o servizio siano in grado di soddisfare esigenze implicite o esplicite. In tale ottica quindi, anche l'Agroalimentare, per essere di Qualità, deve giocoforza adeguare se stesso alle mutevoli necessità del consumatore imposte dai cambiamenti sociali.

La nascita ed il successivo boom degli alimenti di IV gamma, anche detti “Ready to Eat”, rappresenta proprio l'emblema di come le aziende agroalimentari cerchino di soddisfare i bisogni del consumatore-lavoratore medio (che certamente non gode di una pausa pranzo illimitata), fornendo un prodotto già pronto per essere mangiato. Il “minimally processing” è quell'insieme di tecniche poco invasive (lavatura, pelatura, tagliatura, trinciatura...) che permettono di mantenere intatta la salubrità dell'ortofrutta lavorata tenendo conto delle necessità dei “nuovi consumatori” in materia di qualità, freschezza, salubrità. L'esplosione del fenomeno della IV gamma ha preso quindi piede in tutta Europa, Italia inclusa, seppure nel Bel Paese il carrello dell'ortofrutta fresca abbia registrato un lieve calo negli ultimi anni. Anche per il Bio c'è stato un incremento nelle vendite della IV gamma, non paragonabile a quello del convenzionale: questo è probabilmente dovuto alle reticenze di carattere ideologico che vengono spesso accostati ai prodotti processati industrialmente, nonostante la origine e coltivazione sia a tutti gli effetti biologica. Anche il concetto di packaging plastico risulta indigesto agli abituali consumatori del biologico: per superare questo ostacolo molte aziende stanno realizzando buste e vassoi in Pla, un polimero di origine vegetale ricavato da materie prime rinnovabili, biodegradabile al 100% e compostabile. Con questi piccoli ccorgimenti e con una maggior consapevolezza nei consumatori che la IV gamma può rappresentare un modo ulteriore per ottimizzare gli sprechi (da quelli collegati alla “lavorazione” dell'ortofrutta, fino ad arrivare alla gestione degli scarti), anche il biologico di IV gamma potrà incrementare il proprio mercato, proponendosi quindi come un ulteriore settore di crescita del comparto bio.

ROBERTO MARESCA ,Ufficio Attività di Controllo e Certificazione – Settore Biologico – CCPB