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Ismea dà i numeri del biologico

Ismea dà i numeri del biologico

Torniamo su Biofach, la fiera internazionale del biologico offre l'occasione per ragione sullo stato di salute di tutto il settore. Per farlo stavolta andiamo a leggere i numeri e i dati pubblicati da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), in un rapporto presentato a Norimberga e ora pubblicato online.

La premessa del rapporto la conosciamo bene:

“Nonostante la crisi, il bio risulta ancora in forte espansione a livello internazionale sul fronte sia della domanda che dell'offerta. Con superfici agricole che, soprattutto in determinate aree, vanno ampliandosi a ritmi indubbiamente interessanti”.

Il primo numero che fotografa il bilancio positivo sono i 63 miliardi di dollari (48 miliardi di euro), di fatturato mondiale complessivo.

“Il valore del mercato si concentra in gran parte in Nord America ed in Europa, mentre le superfici più ampie non sempre corrispondono alle aree dove si sviluppano i più alti fatturati”.

La crescita è simultanea tra mercato e superfici, due espansioni parallele una all'altra: senza aumentare la possibilità di produzione non si aumentano le vendite, e senza la vendite non si ha la capacità di investimento.

“In Europa risultano in crescita nel 2011 sia le superfici (+6%) che il mercato (+9%). Il paese dove dimensionalmente il mercato è più rilevante è stato la Germania con un giro d'affari nazionale di 6,6 miliardi di euro, seguita dalla Francia (3,8 miliardi) e dal Regno Unito (1,9 miliardi). Segue, al quarto posto, l'Italia con 1,7 miliardi di valore del mercato interno (3,1 se si considera anche l'export) ed un peso sul fatturato europeo dell'8%. Secondo gli ultimi dati ad oggi disponibili di fonte FIBL-IFOAM, in Italia la crescita avviene in tutti i canali distributivi”.

Rimanendo in Italia, l'altro dato estremamente positivo è sui consumi, in forte controtendenza rispetto a quelle di generale recessione dovuta alla crisi:

“Il Panel delle famiglie Ismea/GFK-Eurisko mostra come i consumi domestici di prodotti biologici confezionati nella GDO sono cresciuti nel 2012 del 7,3% in valore, dopo l‟incremento del 9% circa del 2011. Nel 2012 i consumi domestici di prodotti biologici confezionati continuano a crescere in valore in tutte le aree geografiche, ad eccezione del Sud”.

Il rapporto, come detto redatto per BioFach, si chiude con un'analisi sulle possibilità di export di prodotti italiani in Germania. Di questo è interessante citare quali sono, secondo Ismea, i punti di forza e quelli più critici per le aziende nostrane

I punti di forza del biologico sono:

  • la cultura del cibo, la tradizione

  • le indicazioni geografiche ed altri marchi di qualità

  • l'immagine internazionale è positiva ed accettata

I punti di debolezza del biologico sono:

  • pressoché totale assenza di marche riconoscibili

  • frammentazione produttiva

  • contraffazioni e scandali