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Importare prodotti bio dall’India: cosa cambia da aprile

Importare prodotti bio dall’India: cosa cambia da aprile

Nel numero precedente di queste news è stata fatta una analisi di dettaglio di tutte le novità introdotte con il Reg. UE n. 125/2013 (GUUE serie L n. 43 del 14/2/2013), e quindi delle modifiche a carico del regime di import di prodotti bio da Paesi terzi, disciplinato dal Reg. CE n. 1235/2008. In particolare si è data evidenza, con riferimento all’elenco dei Paesi terzi equivalenti, che a seguito di non meglio precisati nuovi orientamenti dell’autorità competente indiana riguardanti i prodotti trasformati, la Commissione ha revocato l’equivalenza all’India per tali prodotti, con decorrenza dal 1° aprile 2013.

Successivamente la nostra Autorità competente, con una nota di posta elettronica del 21 marzo, ha diramato il contenuto di una comunicazione della Commissione UE con la quale sono stati forniti ulteriori elementi in merito alle attività di importazione dall’India di prodotti BIO trasformati.

“I prodotti trasformati importati dall'India, dal 1 aprile 2013 non potranno fare riferimento a certificati di ispezione rilasciati dagli ODC Indiani elencati nell'allegato III del Reg. 1235/08. Pertanto dalla suddetta data i prodotti trasformati potranno essere importati dall'India sulla base di autorizzazioni rilasciate dagli Stati membri ai sensi dell'art. 19 del Reg. 1235/08 (fino al 30 giugno 2014) oppure sulla base di certificati di ispezione rilasciati dagli organismi di controllo equivalenti elencati nell'allegato IV del Reg. 1235/08 e autorizzati a certificare la categoria dei prodotti trasformati in India.”

In altri termini, gli Importatori che vorranno continuare ad importare prodotti trasformati dall’India dal 1° aprile avranno due possibilità:

  1. chiedere l’autorizzazione in deroga, prevista dall’art. 19 del Reg. 1235/2008, con le procedure stabilite a livello nazionale con l’art. 11 del DM 18354 del 27 settembre 2009, sostituito con DM 8515 del 28 maggio 2012 e successivamente integrate e modificate con DM 700 del 20 gennaio 2011 e con DM 18378 del 9 agosto 2012;

  2. importare direttamente prodotti certificati da organismi per i quali è riconosciuta l’equivalenza per la categoria prodotti trasformati dalla Commissione e quindi sono presenti nell’allegato IV del Reg. 1235/2008: ad oggi gli unici due organismi sono Ecocert SA, Francia e IMO, Svizzera

La Commissione si è anche pronunciata in merito al significato di “prodotti della categoria D” (Prodotti agricoli trasformati destinati ad essere utilizzati come alimenti), come elencati nell’allegato IV del Reg. CE n. 1235/2008, precisando quanto segue.

“Ai sensi dell'articolo 2.j del Reg. CE n. 834/2007, le definizioni di “alimento”, “mangime” e “immissione sul mercato” sono quelle indicate nel Reg. CE n. 178/2002. Ai sensi dell'articolo 2 di quest’ultimo regolamento, “alimento” (o “alimentare”) significa qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere, o ragionevolmente destinato ad essere, ingerito da esseri umani".

Inoltre, con l’art. 2.1, lettere da m) ao), il Reg.CE n. 852/2004 definisce quindi"prodotti trasformati"comeprodotti alimentari ottenutidalla trasformazione diprodotti non trasformati. Questi prodotti possono contenereingredienti necessarialla loro lavorazione oper conferire loro caratteristichespecifiche.

La decisione se un prodotto sia un prodotto agricolo non trasformato o un prodotto trasformato può in quasi tutti i casi essere chiaramente effettuata sulla base di tali definizioni ad esempio: riscaldamento, affumicatura, salagione, stagionatura, essiccazione, marinatura, estrazione, estrusione, o una combinazione di tali procedimenti, sono attività di trasformazione.”

Il testo del Reg. UE n. 125/2013, come pure quelli dei Decreti Ministeriali citati, sono disponibili sul sito www.ccpb.it, nelle pagine relative alla legislazione comunitaria e nazionale.

ROBERTO SETTI, Responsabile Ufficio Tecnico e Assicurazione Qualità - CCPB