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La salute passa anche attraverso l’abito

La salute passa anche attraverso l’abito

[caption id="attachment_737" align="alignleft" width="600" caption="dettaglio di una campagna di Greenpeace"][/caption]

Il percorso verso la sostenibilità sta inducendo le maggiori catene distributive di abbigliamento al mondo a cambiare approccio. Ci sono volute iniziative private di certificazione (es, GOTS, Organic Exchange, Oeko-Tex), stragi e malattie sui luoghi di lavoro ed infine l’ultima campagna di Greenpeace (Detox Campaign 2011 ed “Toxic Threads:The Big Fashion Stitch-Up”) per iniziare a migliorare la sensibilità di tutti sul tema della sostenibilità ambientale e sociale delle filiere di produzione tessile.

Siamo quindi ad un punto di svolta nel quale anche i grandi marchi e catene distributive si stanno sforzando per ripulire la propria immagine attraverso azioni concrete. Un ultimo esempio viene da Zara, la più grande azienda di moda, Zara, e la sua casa madre Indetex,che hanno firmato oggi l'impegno per eliminare le sostanze chimiche pericolose dai loro prodotti lungo tutta la catena di fornitura entro il 2020. Questa vittoria è stata possibile grazie a tutti i fashion-victim e attivisti e le oltre 315mila persone che nei giorni scorsi hanno firmato la petizione "Libera Zara dalle sostanze tossiche". Zara è  l'ottavo marchio che si impegna a diventare toxic free da quando Greenpeace ha lanciato la campagna Detox nel 2011. Inditex richiederà a 20 fornitori di rivelare i valori delle emissioni delle sostanze chimiche pericolose a partire da marzo (e ad almeno 100 fornitori entro la fine del 2013), garantendo a coloro che vivono vicino alle fabbriche tessili il diritto a ricevere informazioni corrette sugli scarichi di sostanze pericolose nell'ambiente, tra cui quelle di coloranti azoici che liberano ammine cancerogene. Se la più grande azienda della moda può realizzare vestiti senza sostanze tossiche, non ci sono scuse per gli altri marchi che devono ripulire la loro catena di fornitura. I consumatori di tutto il mondo hanno fatto sentire la loro voce  ed è ora per gli altri marchi come Esprit, Gap e Victoria's Secret di ascoltare i loro clienti e sbarazzarsi delle sostanze tossiche. L'impegno di Zara ad agire con più trasparenza è una pietra miliare nella produzione tessile  e sarà la chiave di volta per convincere gli altri marchi a impegnarsi verso l’azzeramento delle emissioni di sostanze pericolose entro il 2020. Essere fashion senza inquinare ora è possibile.

Per maggiori informazioni sui servizi di valutazione consulta la nuova Sezione Tessile sito www.ccpb.it

GIUSEPPE GARCEA Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto CCPB srl